Poche idee molto confuse
Why not! Questo lo spirito! Di cosa si parla qui? Di vivere quotidiano; di sopravvivenza, di opinioni, giudizi, consigli, arrabbiature e risate quotidiane; del pensiero che spero questo possa essere d'aiuto a qualcuno e se non riuscirò almeno che possa essere d'aiuto ... a me!
giovedì 26 maggio 2011
Addio
Ciao ai pochi che mi seguivano, abbandono questo blog, un po' per pigrizia, un po' per paura e ne apro un altro destinato ai più. Vi saluto perchè seppur un bel modo di scrivere, non è il modo che serve a me in questo momento. Grazie ancora di cuore a Castagna e a Soleil, per non parlare di Uli e Lgo. Spero a presto Symo
martedì 4 gennaio 2011
-1
Fanc..o noi e il nostro ebete ottimismo natalizio.
Funerali oggi alle 10.00 ed è solo il 4 di gennaio.
Mi viene un filo da vomitare.
lunedì 27 dicembre 2010
Eroi
Pranzo di Natale:
Presenti a tavola 17(+1 Beethoven che anche se non c'è è sempre con noi quindi 18)!
Malattie gravissime a tavola 5 (di cui tumori 3, sclerosi multipla 2 e gravidanza con già intervento di cardiochirurgia neonatale post-parto programmato 1)
Messa così sembra una specie di corte dei miracoli, ma in realtà non credo di aver mai riso così tanto come quest'anno.
Ok ho una famiglia fortemente provata dalle varie malattie incurabili del secolo, decisamente più di altri e in modi e tempi diversi decisamente più sfortunata di altri, e non so quanti dei presenti a tavola il 25 ci saranno il 25 prossimo,
MA
la conclusione è che a noi non ci abbatte niente e nessuno, si combatte a suon di battute e buon umore: "Stai male, va be' piangeremo al funerale, ora tirati su le maniche e dai una mano invece di lagnarti, che di facce appese qui dentro non ne entrano"; ci si stringe un sacco affianco a quelli che hanno paura di Chemio e operazioni e mai una volta, da nessuno di noi è mai stata pronunciata la seguente frase: " Ah, stai male Poverinooooo!", ecco da noi coccole no, ma una forza sovrumana mi viene trasmessa da questa famiglia che è al di sopra anche della morte.
Tremate medici di tutto il mondo che se la medicina fa il 70% e il paziente il 30% qui di fronte avete dei combattenti e noi siamo pronti a dare fino al 100%, perchè insieme siamo una forza !altro che medicina alternativa!
Questa forza incredibile è davvero, davvero l'unica cosa che vorrei saper riuscire a trasmettere a mio figlio.
Poi che si metta pure le dita nel naso, queste sono le vere cose che contano!
Buon Natale e Buon Anno
Symo
Presenti a tavola 17(+1 Beethoven che anche se non c'è è sempre con noi quindi 18)!
Malattie gravissime a tavola 5 (di cui tumori 3, sclerosi multipla 2 e gravidanza con già intervento di cardiochirurgia neonatale post-parto programmato 1)
Messa così sembra una specie di corte dei miracoli, ma in realtà non credo di aver mai riso così tanto come quest'anno.
Ok ho una famiglia fortemente provata dalle varie malattie incurabili del secolo, decisamente più di altri e in modi e tempi diversi decisamente più sfortunata di altri, e non so quanti dei presenti a tavola il 25 ci saranno il 25 prossimo,
MA
la conclusione è che a noi non ci abbatte niente e nessuno, si combatte a suon di battute e buon umore: "Stai male, va be' piangeremo al funerale, ora tirati su le maniche e dai una mano invece di lagnarti, che di facce appese qui dentro non ne entrano"; ci si stringe un sacco affianco a quelli che hanno paura di Chemio e operazioni e mai una volta, da nessuno di noi è mai stata pronunciata la seguente frase: " Ah, stai male Poverinooooo!", ecco da noi coccole no, ma una forza sovrumana mi viene trasmessa da questa famiglia che è al di sopra anche della morte.
Tremate medici di tutto il mondo che se la medicina fa il 70% e il paziente il 30% qui di fronte avete dei combattenti e noi siamo pronti a dare fino al 100%, perchè insieme siamo una forza !altro che medicina alternativa!
Questa forza incredibile è davvero, davvero l'unica cosa che vorrei saper riuscire a trasmettere a mio figlio.
Poi che si metta pure le dita nel naso, queste sono le vere cose che contano!
Buon Natale e Buon Anno
Symo
domenica 12 dicembre 2010
35
I 30 sono arrivati in un momento complicato e non li ho recepiti molto. Ora sono a quota 35 e questo mi ha portato ad alcune conclusioni.
35 vuol dire che sei troppo vecchia per starne fuori e troppo giovane per dare ordini, ma comunque tuo malgrado sei coinvolta, sta di fatto che se alzi un po' la voce qualcuno che ti sta a sentire nel mucchio lo trovi.
Che se da qualche parte qualcuno dice "Signora", e tu lo guardi con aria smarrita pensando "Signora a chi?", e lui si sta rivolgendo a te, in fondo quella che sbaglia sei tu e non lui.
Che hai visto Guerre Stellari in un ordine inverso e che hai letto Harry Potter prima di vedere il film e quindi, sai già come va a finire e va beh che tanto è la stessa storia e lo stesso film, ma come l'hai vissuto tu è meglio!
Che molte delle idee che avevi a vent'anni le ha realizzate qualcun'altro! UFFA eppure la nostra generazione ci aveva pensato, ma non avevamo i mezzi.
Che molte cose sono e saranno come quando avevi vent'anno tu solo che adesso le chiamano con un altro nome!
Che conosci gruppi musicali dei quali i ventenni non sanno nemmeno l'esistenza e quindi, non ce n'è per nessuno, l'esperto sei tu!
Che al contrario di loro ti spaventi molto meno facilmente di prima, perchè sai che le cose in un modo o nell'altro si mettono apposto e l'importante è che si sopravvive a tutto, basta divertirsi nel viaggio e non farsi troppo nervoso.
Che avresti voglia di girare per locali e feste, ma non hai voglia di cattiva musica e puzza di fumo e di essere schiacciato in mezzo alla gente e questo un po' ti frena...o ti giustifica.
Che sei giovane....ma anche un po' vecchio dentro, comunque per ora non si vede...e in fondo a te sta bene così!
giovedì 22 luglio 2010
Interpretazione dolceamara!
Ore 17.30 nell'asilo rimangono solo due bambini "fortunelli" possessori di genitori lavoranti fino a tardi: Il Titti e la piccola V.
Il Titti "Viene la babysitter a prenderti?"
V."No viene papà! e a te?"
T."Viene la mia mamma...ma la tua mamma non viene mai?"
V."La mia mamma non viene perchè è volata in cielo."
...
T."FIIIIIIIICCCOOOOOO! Come le Winx!"
V. arrabbiatissima "Ma NOOOOO! La mia mamma è un angelo!"
T. delusissimo"ahhhh!...
Ma comunque.... le ali ce l'ha lo stesso?"
Valutazione psicologica: Il bambino interpreta il rapporto con la morte attraverso i mezzi a sua disposizione!
Il Titti "Viene la babysitter a prenderti?"
V."No viene papà! e a te?"
T."Viene la mia mamma...ma la tua mamma non viene mai?"
V."La mia mamma non viene perchè è volata in cielo."
...
T."FIIIIIIIICCCOOOOOO! Come le Winx!"
V. arrabbiatissima "Ma NOOOOO! La mia mamma è un angelo!"
T. delusissimo"ahhhh!...
Ma comunque.... le ali ce l'ha lo stesso?"
Valutazione psicologica: Il bambino interpreta il rapporto con la morte attraverso i mezzi a sua disposizione!
sabato 27 febbraio 2010
Il sorriso della mia amica
Il sorriso della mia amica...sono due: il primo è posato su un viso a tre quarti che le scopre il collo da gazzella. E' un soffio leggero e delicato che le fa avvicinare le palpebre con una espressione serena e gentile , le labbra sono socchiuse e le si increspano appena ai bordi e trasmettono pace e pacatezza a chi la guarda, con quel mento attento e ricamato a dare definizione al'insieme.
Il secondo sorriso è a occhi sgranati pieni di allegria, con una luce fresca che li attraversa, una ventata di primavera le procura rughette ai lati e al centro della fronte, il naso le si arriccia e la bocca larga, aperta, scopre due filari di denti bianchissimi che non vedevano l'ora di mostrare al mondo quanto sono felici e quanto si sta bene sotto quel viso scomposto dalle risate. Il primo sorriso fa stare bene gli altri, il secondo fa stare bene me. Era tanto che non ti vedevo ridere di cuore e non mi ricordavo quanto fossi più bella di quanto sei ogni giorno, Felice . T.V.B. Symo
Il secondo sorriso è a occhi sgranati pieni di allegria, con una luce fresca che li attraversa, una ventata di primavera le procura rughette ai lati e al centro della fronte, il naso le si arriccia e la bocca larga, aperta, scopre due filari di denti bianchissimi che non vedevano l'ora di mostrare al mondo quanto sono felici e quanto si sta bene sotto quel viso scomposto dalle risate. Il primo sorriso fa stare bene gli altri, il secondo fa stare bene me. Era tanto che non ti vedevo ridere di cuore e non mi ricordavo quanto fossi più bella di quanto sei ogni giorno, Felice . T.V.B. Symo
domenica 14 febbraio 2010
Amore relativo
Copio questa denominazione da un post di mamma cattiva e ebbene sì, dopo una scorsa ai vari blog in giro sulla rete in mattinata, penso che questo San Valentino ci faccia un po' male a tutte quante, ma suppongo che il dolore sia intrinseco nella materia femminile e quindi, why not!
Il mio matrimonio è avvenuto in seguito a un momento di disgregazione generale delle famiglie che io e mio marito componevamo, ciò non vuol dire che non ci amassimo, ma forse, abbiamo fatto un po' il paso più lungo della gamba, in quell'occasione: i suoi erano entrati in una separazione da sit-com "all'americana" da buoni amici, che non stava in piedi neanche in figurina; i miei facevano parte di quella generazione dove il divorzio non esiste, ma alla psiche di noi figlie, forse avrebbe fatto molto bene; l'esempio della famiglia perfetta di mia sorella ci affascinava e quindi, io e Il Teo in quel momento, rappresentavamo l'unica ancora di "normalità" a cui tutti facevano riferimente e da "bravi ragazzi normali" un po' per impulso, un po' per costruirci qualcosa di stabile, ma soprattutto per amore, ci siamo sposati presto, a mio parere, a 24 anni dopo tre anni da coppia passando, il primo con me in ospedale per vari problemi, il secondo con lui a militare e il terzo a preparare il matrimonio, visto che da coppia squattrinata quale eravamo, cominciammo a far sacrifici e a mettere via soldi, precisamente a partire dall'anno prima.
Io amo il Teo, non mi fraintendete, ma forse a entrambi è mancata l'epoca di pazzia, ripensamenti e stupidaggini che ci si può permettere da coppia, il non vedersi quando non si ha voglia, il costruirsi degli spazi personali, il litigare per delle scemenze e il non essere "quelli seri " a tutti i costi .
Anche perchè le nostre famiglie sono impegnative e richiedono una dedizione da ambo i lati che ci fa stringere, "vicini vicini", a volte non tanto per amore, ma per spirito di sopravvivenza, perdendo il senso di coppia che ci ha spinto a dire Sì su quell'altare. Il nostro è un "fortuna che ho te", non un "ti amo con tutte le mie viscere". E' anche un "noi non litighiamo mai, ci sono problemi più grossi da risolvere" che funziona da 10 anni e funziona anche perchè ci sono SEMPRE problemi più grossi da risolvere e con gli esempi familiari di scenate e litigi che abbiamo avuto, difficilmente andiamo oltre la discussione animata.
Amo il ragazzino che parla solo di computer, l'uomo che si è liberato dall'ombra del padre ed ha scelto la sua strada, nonostante i sacrifici che questa gli richiede, l'entusiasmo, lo spirito english, il padre giocherellone, severo, insegnante e l'amante che mi sorride da sotto le coperte .
Spesso però non so se io e lui lasciati soli sulla fantomatica isola deserta ci vorremmo davvero così bene.
Ho imparato ad amarlo:il pischello, il ragazzo, l'uomo, il padre, nonostante la vita ci distragga spesso da noi.
Siamo così impegnati ad essere l'ancora di salvezza che spesso non so se stiamo affondando con tutta la nave.
Andiamo avanti come i compagni d'arme in trincea, ma senza guerra saremmo davvero amici?
Mi mettono un po' tristezza queste considerazioni, anche perche mi basta sentire Il Teo e Il Titti che guardano la Tv e ridono di là in salotto e penso che davvero io di quella risata non potrei fare a meno, quindi concludo con questa domanda, secondo voi:
E' il mondo che fa la coppia o la coppia che "si fa" il mondo?
Il mio matrimonio è avvenuto in seguito a un momento di disgregazione generale delle famiglie che io e mio marito componevamo, ciò non vuol dire che non ci amassimo, ma forse, abbiamo fatto un po' il paso più lungo della gamba, in quell'occasione: i suoi erano entrati in una separazione da sit-com "all'americana" da buoni amici, che non stava in piedi neanche in figurina; i miei facevano parte di quella generazione dove il divorzio non esiste, ma alla psiche di noi figlie, forse avrebbe fatto molto bene; l'esempio della famiglia perfetta di mia sorella ci affascinava e quindi, io e Il Teo in quel momento, rappresentavamo l'unica ancora di "normalità" a cui tutti facevano riferimente e da "bravi ragazzi normali" un po' per impulso, un po' per costruirci qualcosa di stabile, ma soprattutto per amore, ci siamo sposati presto, a mio parere, a 24 anni dopo tre anni da coppia passando, il primo con me in ospedale per vari problemi, il secondo con lui a militare e il terzo a preparare il matrimonio, visto che da coppia squattrinata quale eravamo, cominciammo a far sacrifici e a mettere via soldi, precisamente a partire dall'anno prima.
Io amo il Teo, non mi fraintendete, ma forse a entrambi è mancata l'epoca di pazzia, ripensamenti e stupidaggini che ci si può permettere da coppia, il non vedersi quando non si ha voglia, il costruirsi degli spazi personali, il litigare per delle scemenze e il non essere "quelli seri " a tutti i costi .
Anche perchè le nostre famiglie sono impegnative e richiedono una dedizione da ambo i lati che ci fa stringere, "vicini vicini", a volte non tanto per amore, ma per spirito di sopravvivenza, perdendo il senso di coppia che ci ha spinto a dire Sì su quell'altare. Il nostro è un "fortuna che ho te", non un "ti amo con tutte le mie viscere". E' anche un "noi non litighiamo mai, ci sono problemi più grossi da risolvere" che funziona da 10 anni e funziona anche perchè ci sono SEMPRE problemi più grossi da risolvere e con gli esempi familiari di scenate e litigi che abbiamo avuto, difficilmente andiamo oltre la discussione animata.
Amo il ragazzino che parla solo di computer, l'uomo che si è liberato dall'ombra del padre ed ha scelto la sua strada, nonostante i sacrifici che questa gli richiede, l'entusiasmo, lo spirito english, il padre giocherellone, severo, insegnante e l'amante che mi sorride da sotto le coperte .
Spesso però non so se io e lui lasciati soli sulla fantomatica isola deserta ci vorremmo davvero così bene.
Ho imparato ad amarlo:il pischello, il ragazzo, l'uomo, il padre, nonostante la vita ci distragga spesso da noi.
Siamo così impegnati ad essere l'ancora di salvezza che spesso non so se stiamo affondando con tutta la nave.
Andiamo avanti come i compagni d'arme in trincea, ma senza guerra saremmo davvero amici?
Mi mettono un po' tristezza queste considerazioni, anche perche mi basta sentire Il Teo e Il Titti che guardano la Tv e ridono di là in salotto e penso che davvero io di quella risata non potrei fare a meno, quindi concludo con questa domanda, secondo voi:
E' il mondo che fa la coppia o la coppia che "si fa" il mondo?
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