Copio questa denominazione da un post di mamma cattiva e ebbene sì, dopo una scorsa ai vari blog in giro sulla rete in mattinata, penso che questo San Valentino ci faccia un po' male a tutte quante, ma suppongo che il dolore sia intrinseco nella materia femminile e quindi, why not!
Il mio matrimonio è avvenuto in seguito a un momento di disgregazione generale delle famiglie che io e mio marito componevamo, ciò non vuol dire che non ci amassimo, ma forse, abbiamo fatto un po' il paso più lungo della gamba, in quell'occasione: i suoi erano entrati in una separazione da sit-com "all'americana" da buoni amici, che non stava in piedi neanche in figurina; i miei facevano parte di quella generazione dove il divorzio non esiste, ma alla psiche di noi figlie, forse avrebbe fatto molto bene; l'esempio della famiglia perfetta di mia sorella ci affascinava e quindi, io e Il Teo in quel momento, rappresentavamo l'unica ancora di "normalità" a cui tutti facevano riferimente e da "bravi ragazzi normali" un po' per impulso, un po' per costruirci qualcosa di stabile, ma soprattutto per amore, ci siamo sposati presto, a mio parere, a 24 anni dopo tre anni da coppia passando, il primo con me in ospedale per vari problemi, il secondo con lui a militare e il terzo a preparare il matrimonio, visto che da coppia squattrinata quale eravamo, cominciammo a far sacrifici e a mettere via soldi, precisamente a partire dall'anno prima.
Io amo il Teo, non mi fraintendete, ma forse a entrambi è mancata l'epoca di pazzia, ripensamenti e stupidaggini che ci si può permettere da coppia, il non vedersi quando non si ha voglia, il costruirsi degli spazi personali, il litigare per delle scemenze e il non essere "quelli seri " a tutti i costi .
Anche perchè le nostre famiglie sono impegnative e richiedono una dedizione da ambo i lati che ci fa stringere, "vicini vicini", a volte non tanto per amore, ma per spirito di sopravvivenza, perdendo il senso di coppia che ci ha spinto a dire Sì su quell'altare. Il nostro è un "fortuna che ho te", non un "ti amo con tutte le mie viscere". E' anche un "noi non litighiamo mai, ci sono problemi più grossi da risolvere" che funziona da 10 anni e funziona anche perchè ci sono SEMPRE problemi più grossi da risolvere e con gli esempi familiari di scenate e litigi che abbiamo avuto, difficilmente andiamo oltre la discussione animata.
Amo il ragazzino che parla solo di computer, l'uomo che si è liberato dall'ombra del padre ed ha scelto la sua strada, nonostante i sacrifici che questa gli richiede, l'entusiasmo, lo spirito english, il padre giocherellone, severo, insegnante e l'amante che mi sorride da sotto le coperte .
Spesso però non so se io e lui lasciati soli sulla fantomatica isola deserta ci vorremmo davvero così bene.
Ho imparato ad amarlo:il pischello, il ragazzo, l'uomo, il padre, nonostante la vita ci distragga spesso da noi.
Siamo così impegnati ad essere l'ancora di salvezza che spesso non so se stiamo affondando con tutta la nave.
Andiamo avanti come i compagni d'arme in trincea, ma senza guerra saremmo davvero amici?
Mi mettono un po' tristezza queste considerazioni, anche perche mi basta sentire Il Teo e Il Titti che guardano la Tv e ridono di là in salotto e penso che davvero io di quella risata non potrei fare a meno, quindi concludo con questa domanda, secondo voi:
E' il mondo che fa la coppia o la coppia che "si fa" il mondo?
Secondo me, è la coppia che fa girare il mondo, per la precisione il suo mondo. E se la coppia funziona, è un mondo.
RispondiEliminaMa prima di questa perla zen ho pensato un'altra cosa... ho pensato che non ho mai letto miglior dichiarazione d'amore e miglior ritratto di famiglia. E non lo dico per fare complimenti. Per quanto mi riguarda la famiglia vera tra me e l'Uomo ha cominciato a esistere solo quando abbiamo imparato a fare squadra di fronte ai problemi. Forse per questo trovo che la tua descrizione sia quanto di più alto e grande si può chiedere a una coppia, oltretutto giovane.